La Vita Va Così (2025)

Regia: Riccardo Milani

Titolo originale: La Vita Va Così
Nazionalità: Italia
Anno di uscita: 2025
Genere: Commedia 
Durata: 118’ 

Fasce età consigliate:

– Biennio secondaria superiore
– Triennio secondaria superiore

TRAILER

SCHEDA IMBD

Cast Artistico: Ignazio Giuseppe Loi (Efisio Mulas), Virginia Raffaele (Francesca), Diego Abatantuono (Giacomo, il costruttore), Aldo Baglio (Mariano), Geppi Cucciari (Giovanna)

Soggetto e Sceneggiatura: Riccardo Milani, Michele Astori; Fotografia: Saverio Guarna, Simona D’Onofrio; Musica: Moses Concas; Montaggio: Patrizia Ceresani, Francesco Renda

Produzione: Wildside, Our Films, Medusa Film, PiperFilm

Distribuzione Italiana: Medusa Film
Data di uscita: 30 ottobre 2025 (cinema)

Sinossi

Siamo nella Sardegna sud-occidentale, a Capo Malfatano. Qui vive Efisio Mulas, un pastore ottantenne che conduce un’esistenza scandita dai ritmi immutabili della natura e del lavoro nei campi, custode di una terra che appartiene alla sua famiglia da generazioni. La quiete di questo paesaggio incontaminato viene minacciata dall’arrivo di un ambizioso gruppo immobiliare milanese, guidato dallo speculatore Giacomo, intenzionato a costruire un lussuoso resort a cinque stelle proprio sulle terre di Efisio. Quello che inizia come un semplice tentativo di compravendita si trasforma in un braccio di ferro decennale. Mentre il paese si divide tra chi vede nel cemento un’opportunità di lavoro e chi teme la perdita della propria identità, Efisio oppone un rifiuto ostinato e silenzioso a offerte economiche sempre più vertiginose. Ad affiancarlo, in un percorso che attraversa vent’anni di storia italiana (dall’avvento dell’Euro ai Mondiali del 2006), c’è Francesca, una donna divisa tra le lusinghe della modernità e il richiamo delle radici, che aiuterà l’anziano pastore a portare la sua battaglia di resistenza civile fino alle aule di tribunale, dove una giudice (ispirata alla magistratura che realmente si occupò del caso) dovrà dirimere il conflitto tra diritto di proprietà e tutela del paesaggio.

Temi

  • Il paesaggio come resistenza culturale

La Sardegna di Milani non è una cartolina turistica, ma un organismo vivente che oppone resistenza all’omologazione globale. La scelta di inquadrature ampie su aree interne e impervie sottolinea come il territorio conservi una memoria storica e biologica che non può essere addomesticata. La riflessione qui si sposta dal valore estetico a quello politico: preservare il paesaggio sardo significa proteggere l’identità di un popolo. Il “silenzio” dei monti della Barbagia diventa una forma di ribellione contro il rumore antropocentrico delle coste urbanizzate, ricordandoci che la terra ha una propria voce sovrana. Efisio Mulas, il protagonista, non resta perché non ha alternative, ma perché decide consapevolmente di abitare e presidiare il proprio luogo d’origine. La sua immobilità fisica diventa un movimento interiore di resistenza contro l’omologazione globale che vorrebbe trasformare ogni luogo in un “non-luogo” turistico.

  • L’Impatto del turismo di massa (over-tourism)

Il film affronta la tensione tra l’economia del profitto e l’integrità ecologica, come il consumo dei luoghi trasformi la natura in un prodotto. Il regista mostra le cicatrici lasciate dal turismo stagionale, evidenziando il paradosso di chi cerca la “natura incontaminata” finendo per distruggerla con la propria presenza. La riflessione si focalizza sulla mercificazione dell’ambiente: quando le spiagge diventano set fotografici e le risorse idriche vengono dirottate verso i resort, l’ecosistema subisce un trauma che il film narra con amara ironia, ponendo lo spettatore di fronte alla propria responsabilità di “consumatore” di bellezza.

  • La dualità tra ruralità e modernità industriale

Un tema centrale è il contrasto tra la vita pastorale e i resti dell’archeologia industriale o dei progetti energetici invasivi. Milani esplora il concetto di “giustizia ambientale”. Il film mette in luce come il progresso spesso arrivi sull’isola sotto forma di imposizione esterna, alterando gli equilibri locali. La terra non è un vuoto da riempire con pale eoliche o fabbriche dismesse, ma un tessuto complesso di relazioni. Il racconto suggerisce che una vera transizione ecologica deve passare per il rispetto delle vocazioni territoriali, evitando che la Sardegna diventi una “zona di sacrificio” per il fabbisogno energetico continentale. Il tema dell’autodeterminazione dell’isola è un tema di grande attualità per i sardi, come si evince dalla cronache degli ultimi anni.

  • Il ritorno all’essenziale e la biofilia

Attraverso il percorso dei protagonisti, emerge il concetto di “biofilia”, ovvero l’innato legame umano con il mondo naturale. In un mondo sempre più mediato dagli schermi, il ritorno al contatto fisico con la terra sarda funge da processo terapeutico. L’ecocriticica osserva come Milani utilizzi gli elementi naturali (il vento, il granito, l’acqua) come catalizzatori di cambiamento interiore. La riflessione si spinge verso una critica alla vita urbana alienante: riscoprire i ritmi delle stagioni e la fragilità degli ecosistemi non è un atto nostalgico, ma una necessità biologica per ritrovare l’equilibrio psichico in un’epoca di crisi climatica.

  • La Legalità e la Costituzione

Un tema trasversale è quello della legalità intesa come strumento di tutela dei più deboli. La battaglia di Efisio si sposta dai campi alle aule di tribunale, sottolineando l’importanza delle istituzioni (rappresentate dalla giudice interpretata da Geppi Cucciari) e dell’Articolo 9 della Costituzione nella difesa del paesaggio contro la speculazione. La giustizia non è vista come burocrazia, ma come argine etico al potere economico.
Anche se il film non approfondisce questo aspetto, è interessante per la didattica ricordare che da appena tre anni circa è stata introdotta nella nostra Costituzione anche  la difesa dell’ambiente come patrimonio per le generazioni future. Si tratta di un’evoluzione dell’Articolo 9 che prima difendeva il paesaggio ma solo per la sua bellezza.

Linguaggio cinematografico

  • Ibridazione dei registri recitativi La cifra stilistica più interessante dell’opera risiede nella scelta radicale di casting. Riccardo Milani crea un cortocircuito visivo ed emotivo affiancando attori professionisti della commedia (Abatantuono, Raffaele, Baglio), che recitano con tempi comici e ritmi strutturati, a un protagonista “non attore”, Ignazio Giuseppe Loi. La presenza scenica di Loi, con i suoi silenzi, il volto segnato e la postura autentica, “buca lo schermo” e costringe la finzione cinematografica a piegarsi alla verità documentaria. Questo contrasto non è solo formale, ma semantico: visualizza l’incomunicabilità tra l’artificio del business e la verità della terra.   

    Fotografia e uso della luce La direzione della fotografia di Saverio Guarna e Simona D’Onofrio lavora su due codici distinti. Gli esterni sardi sono ripresi con una luce naturale, spesso dura e a picco, che esalta l’aridità e la potenza materica del paesaggio senza abbellimenti patinati. Al contrario, gli interni legati al mondo degli affari e le sequenze che mostrano i “rendering” del resort utilizzano luci più fredde o colori saturi artificiali, sottolineando visivamente l’estraneità del progetto speculativo rispetto all’organicità dell’isola.   

    Colonna sonora narrativa L’aspetto sonoro, curato da Moses Concas, è parte integrante della narrazione. La colonna sonora fonde l’armonica a bocca (strumento tradizionale della solitudine pastorale) con il beatbox e sonorità elettroniche urbane. Questa mescolanza audace riflette le tensioni del film: il richiamo ancestrale della tradizione che si scontra e si intreccia con il ritmo incalzante della modernità.

    Montaggio ed Ellissi Temporali Per raccontare un arco narrativo di vent’anni, il montaggio di Patrizia Ceresani e Francesco Renda utilizza la tecnica dell’ellisse temporale marcata da eventi di cronaca reale (il passaggio Lira/Euro, l’elezione di Benedetto XVI, i Mondiali del 2006). Questa scelta non serve solo a far avanzare la trama, ma a contestualizzare la “piccola” storia di Efisio all’interno della “grande” storia italiana, mostrando come, mentre il mondo cambia freneticamente, la resistenza del pastore rimanga un punto fermo immutabile.   

Spunti di riflessione

  1. Sviluppo vs Sostenibilità: Il film invita la classe a dibattere sul concetto di “progresso”. È lecito sacrificare un ecosistema unico per creare posti di lavoro immediati? Gli studenti possono analizzare la differenza tra un turismo “predatorio” (che consuma il suolo) e un turismo sostenibile che valorizza l’identità locale senza stravolgerla.   
  2. La forza del “NO”: Efisio pronuncia un “No” ostinato contro poteri molto più forti di lui. Questo offre lo spunto per discutere del conformismo sociale: quanto è difficile opporsi alla maggioranza o al miraggio del denaro facile? La resistenza di Efisio è un atto di egoismo o di estrema generosità verso le generazioni future?   
  3. I Beni Comuni e la Costituzione: Partendo dalla battaglia legale del film, si può approfondire l’Articolo 9 della Costituzione Italiana (“La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”). Il paesaggio non è solo una cartolina, ma un bene comune giuridicamente protetto che appartiene alla collettività, al di là della proprietà privata.
  4. Il rapporto con il proprio territorio: Il film stimola una riflessione personale sulla “fuga” dai piccoli centri. Gli studenti vedono il loro futuro altrove o nel luogo in cui vivono? Cosa servirebbe per “restare” senza sentirsi sconfitti? La storia di Efisio rivaluta la dignità di chi sceglie di curare le proprie radici.
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